16 settembre 2009

Portulaca mon amour!

buonissima! :D
Avevo già parlato della portulaca? Mi pare di no.
Credo la conosciate tutti, è una delle erbe spontanee più comuni: rientra tra le cosiddette "infestanti", e spesso come tale viene classificata, senza considerare quanto sia buona, sana, importante per la altre colture, e di facile reperibilità. Molto più simpatica ed appropriata, per le piante spontanee buone e utili, la definizione erbe accompagnatrici (con cui le si indica in agricoltura biologica).
La nostra portulaca è di fatto un vero e proprio ortaggio, e a differenza delle specie orticole canoniche, necessita di molte meno cure (diciamo pure... nessuna).
Il suo sapore è uno dei più deliziosi... certamente molto più caratteristico e piacevole di quello di tante insalate, specie se coltivate intensivamente. Inoltre è versatile, la si usa tutta (foglie e gambi), ed è pure facilmente conservabile. Che volere di più?
Nel web si trovano facilmente ricette con quest'erba, a cui ho riservato un posticino anche nel mio libro sui frutti spontanei.
E proprio dal libro arrivano queste due ricette, anche se un po' modificate.


Insalata di patate aromatiche e portulaca

Questa ricetta è una mia personale versione dell'insalata di patate con la cipolla che si mangia al nord, specialmente in area tedesca (ma anche in Gran Bretagna).

(le dosi sono variabili, in base ai gusti e al numero di commensali)
patate
foglie di portulaca
porro
finocchio
1 limone
2 rametti timo
olio e.v.o.
sale

Sbucciare le patate e lessarle a vapore, mettendo nell'acqua i rametti di timo e alcune scorzette di limone (ricavate utilizzando uno sbuccia patate). Per velocizzare la cottura, le patate possono essere tagliate a cubetti prima di porle nella pentola. Cuocere finché saranno tenere, poi tagliarle se non lo si è già fatto prima.
Sminuzzare il porro e il finocchio.
Lavare ed asciugare le foglie di portulaca. Riunire gli ingredienti in un'insalatiera, condire con olio e sale mescolando bene. Se piace, unire anche il succo di limone.

portulaca sotto sale - salted purslane
I gambi, invece, si possono conservare sotto sale o sott'aceto, trasformandosi in un surrogato dei capperi (così come si fa, all'inizio della primavera, con i boccioli ancora chiusi del tarassaco).
Questi sopra sono conservati sotto sale, e aromatizzati con erbe aromatiche secche. Il procedimento è quanto mai semplice: si lavano e si asciugano bene i gambi, si tagliano a pezzetti, si pongono in un barattolo insieme a sale grosso ed eventuali aromi, si amalgama tutto bene in modo che la portulaca sia avvolta dal sale, si chiude, si ripone lontano dalla luce e si consuma dopo qualche tempo. Evitare di usare vasi troppo grandi, meglio più barattoli ma piccoli.
Una volta sciacquati, questi "capperi" possono arricchire insalate, focacce, pizze, uova sode... a vostro gusto.