11 marzo 2008

Bisséte dei ebrei


I biscottini a S sono molto frequenti a Venezia. Se n'era già parlato qualche tempo fa qui.
Ci sono i essi (che sta per il plurale di "un (maschile) esse") buranèi, abbastanza friabili, da intingere nel vino dolce; e ci sono le bisséte dei ebrei, dolcetti tipici della Pasqua ebraica (Pesach), ma ormai consumati 12 mesi l'anno, dalla consistenza più dura, che andrebbero serviti con lo zabaione.
Questi nelle fotografie - che ho preparato e servito a pranzo domenica scorsa - sono i secondi. Il caso ha voluto che tra i commensali ci fosse un simpatico membro della comunità ebraica di Milano (che io non conoscevo), che vedendoli ha esclamato: quelli che faceva la mia mamma!
Il che mi ha fatto supporre che non siano esclusivo appannaggio di Venezia, ma siano diffusi anche nelle comunità ebraiche di altre città. Correggetemi se ho azzardato una fesseria.


La ricetta (per ottenere circa 25 pezzi):
Impastare 400 gr di farina con 200 gr di zucchero, 2 uova, 2 cucchiai d'olio e un pizzico di buccia di limone grattugiata (oppure di cannella). Una volta ottenuto un impasto liscio e malleabile, porlo in frigorifero per 30 minuti. Trascorso questo tempo, trasferire la pasta sulla spianatoia, staccare dei pezzetti della dimensione di una noce, trasformarli in bastoncini lunghi circa 10 cm e grossi come un dito, e modellarli a forma di S.
Porre le biscette sulla placca del forno unta e infarinata (o rivestita di carta da forno) e cuocerle per 15 minuti a 180°.