20 novembre 2007

Il mio pane quotidiano

Circa tre anni fa ho cominciato a fare sistematicamente il pane in casa.
Lo facevo anche prima, ma più saltuariamente, il che mi impediva di utilizzare la pasta madre: diciamo che avrei anche potuto utilizzarla, ma dovendo comunque rinfrescarla ogni 3-4 giorni tra una panificazione e l'altra, me ne sarei ritrovata in casa dei veri quantitativi industriali. Perciò, quando decidevo di fare il pane, acquistavo un panetto di lievito fresco o una busta di pasta acida essiccata.
Poi è giunto il momento dell'autoproduzione, a partire proprio dal pane. Da quel momento, nel mio frigorifero "vive" un certo quantitativo di pasta madre (dico vive perchè è come avere una bocca in più da sfamare!), che mi ha dato e continua a dare ottimi risultati.


Per un pane-base (quello che preparo per il consumo quotidiano della famiglia) seguo questo semplice procedimento. E' un po' lungo ma non complicato: una volta che si è preso il ritmo giusto, diventa solo una questione di organizzarsi con i tempi.

Prendo due etti di pasta madre (impasto della panificazione precedente) e li diluisco con un po' di acqua tiepida, dopo 10-15 minuti aggiungo 100 gr di farina, ne faccio una pastella molle che lascio lievitare, coperta, per almeno 2 ore (dato che non ci sono problemi ad aumentare questi tempi, questa operazione può anche essere effettuata la sera, se poi si panifica la mattina).
A questo punto unisco 800 gr di farina semintegrale (ovviamente va bene anche bianca o 100% integrale), 1 cucchiaino pieno di sale, 1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva e acqua tiepida sufficiente ad ottenere un impasto morbido ed elastico, che andrà lavorato per 15-20 minuti a mano (fare il pane è un ottimo esercizio fisico!).
Metto l'impasto nello stampo prescelto (unto o foderato di carta-forno, se non è antiaderente), copro con un telo umido e lo lascio lievitare al caldo per altre due ore. Nel frattempo accendo il forno a 230° e dentro ci metto un pentolino di acciaio con dell'acqua (per apportare la giusta umidità). Cuocio il pane a questa temperatura per i primi 30 minuti, poi lo tolgo dallo stampo, abbasso a 200° e cuocio per altri 15 minuti. Se non si desidera una crosta eccessivamente croccante, appena sfornato il pane lo si avvolge per qualche minuto in un telo.

Io lo preparo ogni 4-5 giorni, durante i quali rinfresco la pasta madre solo se prevedo di averne bisogno in grandi quantitativi, altrimenti è sufficiente il rinfresco fatto prima di panificare, come sopra indicato.

RICORDARE SEMPRE DI TENERE UN PEZZO DI IMPASTO (LA MADRE) PER LA PANIFICAZIONE SUCCESSIVA!